Un Natale da autocertificare? No. Un Natale da vivere, leggere e interiorizzare.

Un Natale da autocertificare? No. Un Natale da vivere, leggere e interiorizzare.
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Il profumo di canditi e mandorle tostate anima le case quasi disabitate. Lo zucchero che caramella sul fuoco, scalda vicoli chiusi. Le lucine colorate danzano sopra i negozi vuoti. E musica chiassoso il silenzio. Alberi maestosi si trasformano in animali da compagnia che assicurano, però, il rispetto delle regole: niente uscite da autocertificare, perché loro si autoregolano lampeggiando.  Se socchiudo gli occhi immagino qualcuno parlare con il presepe: una donna ricrea assembramenti non multabili. Una ragazzina utilizza le statuette per ricreare abbracci, comunque limitati dalla struttura delle stesse. Le “signorine” parlano con la Trinità invocando il perdono e promettendo costanza, mentre stringono fra le mani un rosario consumato. Alla radio passa “Last Christmas” e in tv si accalcano i film di Natale che propinano amore e lieto fine. Peccato solo che molti nostalgici dovranno rimandare il bacio sotto il vischio, anche perché tanto, la certezza di sposarsi entro l’anno è abbastanza flebile. Probabilmente non tutti abbiamo già acquistato o ricevuto un maglione con le renne, forse perché quest’anno punteremo a ricercare, su qualche nuovo sito, una mascherina poco protettiva ma con lucine e alberelli colorati. E mai come quest’anno la cosa più triste, per noi adulti, sarà percepire la sconfitta di quel fanciullino che, almeno nel periodo natalizio, bussava alle porte del cuore aiutandoci a guardare oltre l’assenza di un dono costoso.  Sarà difficile non pensare agli abbracci spezzati, alle perdite importanti. Sarà impossibile socchiudere gli occhi davanti ad una letterina mai scritta e sperare che tutto presto passerà. Perché durante quest’anno abbiamo capito che “presto”, come avverbio di tempo, rappresenta una lungaggine che rincorriamo da troppo tempo.

Oppure mi sbaglio…

Magari questo è l’anno giusto per la morale giusta. È l’istante esatto per desiderare qualcosa non per noi stessi, ma per la collettività. Perché i nostri figli ci chiederanno comunque qual è il senso di questo Natale. Perché le loro penne imbratteranno sicuramente elenchi a colori, loro ci chiederanno ancora di non spegnere la lucina in cucina e di preparare latte e biscotti al Babbo generoso.

 E allora il nostro compito quest’anno qual è?

Beh, evitare di spegnere quel barlume di speranza che illumina i loro occhioni autentici. Evitare di demolire desideri calpestando semplici richieste. Perché forse, quest’anno più degli altri, possiamo insegnare loro che non importa cosa trovi sotto l’albero ma chi trovi intorno: e noi ci siamo. E dobbiamo sorridere consapevoli del fatto che, da qualche parte, in qualche casa, qualche genitore sarà venuto a mancare.

Come preservare l’attesa del regalo di Natale?

Sappiamo bene che i bambini di oggi hanno tutto ciò che potrebbero desiderare: ricevono doni quotidianamente, talvolta per placare i nostri sensi di colpa per essere sempre occupati; altre per fornire loro supporti educativi sempre nuovi.  Il regalo ha perso le sue caratteristiche di eccezionalità e di ricompensa, così come sembra essersi persa la capacità del bambino di saper attendere e desiderare. Il regalo di Natale può diventare un’occasione per ripristinare la funzione del desiderio come motore creativo, a partire dalla “letterina” a Babbo Natale: e allora? Semplice: scriviamone una anche noi! Scriviamola insieme senza però venire meno alla discrezionalità dei piccoli. Confezioniamone una “fatta in casa” con glitter, forbicine dalla punta arrotondata e penne colorate.  Regaliamo loro il tempo della condivisione: andiamo oltre la scusa del “sono a casa con loro perché in smart working”. Già, siamo a casa, ma stiamo lavorando e buttare un occhio ogni tanto non ci autorizza a sentirci presenti.

Come spiegare al bambino cosa rappresenta il Natale quest’anno, magari andando anche oltre il significato più autentico e tradizionale?

L’ essenza del Natale è proprio l’attesa: l’Avvento come preparazione all’evento. E probabilmente basterà solo modificare il fine di questa attesa. Basterà spiegare che quest’anno aspettiamo una delle cose più importanti: il ritorno, l’Avvento della normalità. Quella normalità fatta di persone, abbracci, piazze chiassose e negozi affollati. Una normalità che ha i colori di un pranzo festivo che vede posti accalcati. Una normalità che ci vede in crisi sulla futile scelta di dove (più che con chi) passare il San Silvestro. Senza nemmeno la sicurezza di avere la forza di poter gridare Felice anno nuovo, perché l’ultima volta che lo abbiamo fatto, la risposta è stata carie del cuore.

E allora cosa chiedere a Babbo Natale? Sicuramente se siamo cattolici, di avere la forza per continuare ad avere fede. Se non lo siamo, possiamo chiedere di avere comunque la forza di ricomporre ogni coccio di certezze violate. Perché solo con coraggio e determinazione riusciremo a dimostrare al mondo, alla natura, al fato, che siamo davvero capaci e forti. Perché solo con audacia possiamo trovare la forza di ricordare al mondo che noi siamo problema, ma siamo anche risoluzione. Noi siamo causa, ma siamo anche effetto.

E approfittando di ogni lucina colorata, sfruttando plaid morbidi e restrizioni varie, dedichiamoci un tempo fatto di coccole e di parole. Un tempo che profumi di carta stampata e talco. In fondo il Natale è uno dei pochi periodi dell’anno in cui è lecito lasciarsi trasportare dalla fantasia e dalla magia attraverso storie, racconti colorati e immagini animate. A casa mia è tradizione acquistare dei libri che parlano del Natale e mi piace leggerli la sera sul divano accompagnati da una tisana bella calda. E quest’anno potrò finalmente farlo con intorno il piccolo Christian e un uomo che posso chiamare marito.

Ah, dimenticavo: a Natale possiamo sorseggiare cioccolata calda e mangiare fette enormi di panettone senza senso di colpa alcuno. Pertanto condivido con Voi i miei testi di Natale preferiti, dividendoli per fascia d’età. Voi suggeritemi i Vostri lasciando un commento. E ricordate: regalare un libro in questo periodo vuol dire sostenere la cultura, sostenere chi crede ancora che regalare storie ed emozioni conti più di qualsiasi cosa. A differenza di altro, i libri non sono mai troppi, perché accumulare libri non vuol dire occupare uno spazio da spolverare, ma essere capaci di accumulare desideri.

Da 0 a 3 anni:

Pon Pon e la ricerca del Natale. Abra edizioni. I bambini potranno toccare con mano quelli che sono gli elementi che fanno grande e colorato il nostro Natale. Aiutiamoli a cercare le decorazioni, dando loro un nome.

I doni di Babbo Natale. Di Sam Taplin e Rosalinde Bonnet. I più piccini si divertiranno a seguire Babbo Natale e a scoprire che doni porterà, indovinando cosa si nasconde nei pacchi e aprendo le finestrelle di questo libro.

La nascita di Gesù. Di S. Taplin e R. Bonnet, Usborne. Anche questo libro cartonato ha tante finestrelle da aprire, ma stavolta si segue la stella cometa lungo le vie di Betlemme.

La casa di Babbo Natale Di Kai Haferkamp e Zora. “Din din!” fanno le campanelle delle renne: Babbo Natale parte! La slitta è carica di regali e adesso il folletto Pic-Puc è molto contento. Ma questa mattina i regali hanno rischiato di non essere consegnati…

L’allegra casa di Babbo Natale. Di Sebastian Braun. Libro musicale contenente 6 fantastici suoni. Portate i vostri figli alla scoperta del luogo più magico di tutti: la casa di Babbo Natale.

Che bello il Natale! Edizioni del Borgo. Aprite le finestre colorate e scoprite le parole di Natale.

 Da 3 a 4 anni:

Il Natale di Topo Tip. Di A. Casalis e M. Campanella. Nel periodo di Natale si diventa tutti più buoni, anche l’amatissimo Topo Tip che, dopo una fase iniziale di egoismo, diventa più buono grazie al sostegno della sua mamma.

Segui la Stella. Apri il prezioso pop-up e lasciati incantare dalla magia del Natale. La stella Vi ricorderà l’importanza di amarsi sempre e di augurarsi pace e gioia.

Il Natale di Paddington Di Michael Bond e R. W. Alley. Il Natale si sta avvicinando e Paddington muore dalla voglia di andare ai grandi magazzini per consegnare la sua letterina a Babbo Natale e visitare il Paese di Inverno Incantato. Età: dai tre anni.

Natale Express. Libro sonoro Di Natalie Boyd e Dan Green. Ciuff ciuff! il trenino sta partendo! Riuscirà ad arrivare in tempo da Babbo Natale?

Da 5 a 8 anni:

È Natale, Stilton! Di Geronimo Stilton. La vigilia di Natale è un po’ troppo movimentata per il topo Stilton, ma grazie all’aiuto di molti amici tutte le disavventure avranno un lieto fine.

Il viaggio dei tre re. Aspettando Natale. Di B. Masini e A. Marchetti. 24 storie di Natale dove i protagonisti sono tre re. Un viaggio che li porterà a scoprire la luce calda del Natale.

Rover salva il Natale Di Roddy Doyle e B. Ajhar. Questa volta Babbo Natale è davvero nei guai: Rudolph, la renna più forte, più veloce e più esperta è in sciopero. E c’è solo un animale che può sostituirla: un cane di nome Rover! Esilarante avventura natalizia.

Storie e Filastrocche di Natale Di Gianni Rodari. Dalla grandezza di un autore come Rodari, tutta la magia del Natale.

Natale a casa con Toto e Pepe. Di Holly Hobbie. Quale nuova avventura vedrà i due piccoli amici alle prese con la sorpresa più bella dell’anno?

Da8 anni in poi:

Il Grinch di Dr Seuss: è possibile non amare il Natale? Certo, se si è solitari, brutti e cattivi come il Grinch, mostriciattolo perfido che vive nella città di Chi-non-so. Con il solo scopo di guastare le feste ai suoi concittadini Non-so-chi, si traveste da Babbo Natale e ne combina di tutti i colori.

Il pianeta degli alberi di Natale, Gianni Rodari: Un bambino, portato nello spazio da un vascello spaziale mascherato da cavallo a dondolo, incontra degli alieni che, liberati dal lavoro grazie alle macchine, vivono in un ‘pianeta della cuccagna’ e si dedicano solo a scienze, arti e politica. Ma cosa vogliono questi spaziali da lui?

Canto di Natale, Charles Dickens: Nella gelida notte della vigilia di Natale il vecchio Scrooge, che ha passato tutta la sua vita ad accumulare denaro, riceve la visita terrificante del fantasma del suo socio. Ma è solo l’inizio: ben presto appariranno altri tre spiriti, per trasportarlo in un vorticoso viaggio attraverso il Natale passato, presente e futuro. Un viaggio che metterà Scrooge di fronte a quello che è realmente diventato: un vecchio tirchio, insensibile e odiato da tutti, che ama solo la compagnia della sua cassaforte. Riuscirà la magia del Natale a operare un miracolo sul suo cuore inaridito?

Lo Schiaccianoci. Una fiaba di Natale di T.A.Hoffmann, A. Dumas: Non smette di incantare la storia dello Schiaccianoci, uscita dalla penna di Hoffmann nel 1816 e divenuta presto un classico della fiaba di tutti i tempi. La sua fortuna si legò anche a quella di un indiscusso maestro dell’affabulazione, Alexandre Dumas, che nel 1845 seppe raccontarla da par suo. In questa edizione, che affianca le due versioni, il lettore potrà seguire le vicende dell’omino di legno, apprezzando la potenza visionaria che sostiene la narrazione di Hoffmann e lasciandosi catturare dalla piacevole scorrevolezza della prosa di Dumas.

Storie di Natale Di T. Thomas. Una raccolta di storie di Natale scritte dai più grandi autori della letteratura per l’infanzia “di ieri”, come Miller, Hoffman, Montgomery e Graham e illustrate, per l’occasione, da affermate matite “di oggi”.

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